I PICARI

 

OPERA COMICA

"NUOVO oggi CASTELLI" 5 Gennaio 2001


IL TRIO DEI PICARI ‘PRIMEDONNE’ CON L’OPERA LIRICA

Irriverenti e mai pentiti, i Picari fanno sul serio. Stavolta la potenza caustica del trio degli ex allievi di Gigi Proietti prende di mira il sacro tempio della lirica dove a farla da padrone, spesso e volentieri, è la stazza grossa, non solo fisica ma anche caratteriale, dei suoi protagonisti. Dal soprano alle comparse fino ai loggionisti è un pullulare di ‘primedonne’.
"Tutta l’opera lirica in 90 minuti", lo spettacolo più dissacrante e corrosivo della stagione, dopo una sortita ai Castelli Romani, sbarca al Teatro Flaiano, dove resterà fino ad aprile.
Dopo "Shakespeare per attori cani" e "Tutta la Bibbia in 90 minuti", stavolta i Picari Augusto Fornari, Roberto D’Alessandro e Marco Simeoli, applicano la loro vis comica al mondo della lirica, mai prima d’ora svelato nelle sue bassezze con cotanto ardimento.
"Lo spettacolo chiude una trilogia. Ci ha ispirato l’opera lirica -racconta Marco Simeoli - perché l’Italia da questo punto di vista ha un patrimonio che offre infiniti spunti di parodia"
E l’approdo dei Picari al Flaiano non è casuale: "In questo teatro di prosa propongono la piccola lirica, l’opera ridotta, e non c’era discontinuità di sorta a dissacrare un territorio avvolto da un velo di seriosità e di ufficialità"
L’irrisione colpisce l’isterismo dei cantanti, la megalomania dei registi a fronte di una irrimediabile precarietà finanziaria, le scaramanzie e le forme esasperate di superstizione, la saccenteria dei loggionisti.
E così può succedere che la Traviata, riveduta e corretta dai Picari, è un’opera che una compagnia sbandata ha messo su in modo allucinante e il loggionista vendicativo non glielo perdona. Nel caso della Tosca, invece, il riferimento è esplicito: il regista ‘sbanda’ tra scrupoli filologici smisurati (portare gli elefanti in scena) e la passione per un Cavaradossi molto dotato fisicamente. L’allestimento della Butterfly rimanda al teatro dell’Opera di Pechino e la serva Suzuky diventa una moto giapponese.
Questa carambola indiavolata di citazioni, tra irruzione di ballerini in tutù e parti cantate (Vissi d’arte tratto dalla Tosca) da un soprano autentico, si conclude con un medley, 7 minuti che racchiudono 25 opere. Alla fine tanta irrisione finisce per essere un omaggio affatto retorico alla lirica, che invoglia senza forzature né intenti pedagogici chi non lo è ad appassionarsi e a diventare un melomane.
"Noi tre siamo prima di tutto degli appassionati dell’opera lirica ma fino a qualche tempo fa ne sapevamo veramente poco - racconta Marco Simeoli - abbiamo trascorso molto tempo ad ascoltare le opere, a parlare con esperti, curatori di trasmissioni radiofoniche e televisive".
E il risultato c’è: "Lo spettacolo è gradito sia a chi conosce l’ambiente dell’opera che ritrova tanti aspetti noti e mai raccontati, sia a chi non ne sa nulla"
Tra l’ideazione, la scrittura e la realizzazione ai Picari c’è voluto un mese di tempo per proporre un’opera mai vista prima.
"Ma il nostro lavoro di lima è continuo e prende spunto dalle reazioni del pubblico e dai suoi suggerimenti indiretti"

 

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