La demenziale e surreale comicità dei Picari questa
volta si accompagna alla verve dello scomparso romano doc Fiorenzo Fiorentini, e in onore di questo grande personaggio dello spettacolo capitolino, gli
irriverenti attori nati dalla costola di Gigi
Proietti, creano una rappresentazione che
linterprete romano aveva cominciato a scrivere appositamente per la dinamica
attoriale dei tre presenziatori. Il Giardino degli Aranci, luogo
suggestivo e casa estiva di Fiorenzo Fiorentini,
diventa così boccascena ideale per proseguire leredità
comica del suo patron.
Nasce Più
stupidi di così..., un insieme di sketch che ripercorrono la storia del varietà, della farsa
e di quegli intermezzi che Fiorentini aveva nel trascorso regalato a piene mani al suo pubblico. Roberto DAlessandro, Augusto Fornari, Marco
Simeoli si sposano perfettamente a Monica e Roberta
Fiorentini che portano in scena il pensiero e
lazione paterna, giocando con grande professionalità con le confuse e divertenti
esternazioni dei loro compagni. Un palcoscenico dove accade di tutto ed anche i siparietti
più lapalissiani lasciati allinventiva dei Picari si colorano di
nuovo, le improvvisazioni si avvicendano senza tregua muovendo il pubblico a ridere
repentinamente.
E il fascino della diretta dove i
nostri protagonisti esordiscono alla "grande", riproponendo pezzi della
storia dellavanspettacolo, attraverso macchiette, divette improbabili, travestimenti
impossibili, rifacimenti di opere con lausilio del playback e di attori che
assomigliano a parodistiche realtà. Non possono mancare in una rappresentazione dove il "riso"
bacia chiunque, il momento dei "Maghi", che anche se demenziale, per certi versi
riporta in auge dinamiche del teatro dei fratelli
De Filippo, quando calcavano le scene del Teatro
Kursaal.
Involontariamente I Picari e
Fiorenzo Fiorentini pescano
nel grande baule della scrittura partenopea, non tralasciando neanche Eduardo Scarpetta, ma
adattandola alla battuta a raffica dei comici moderni, un po televisivi, reattivi
non solo al passato, ma anche ad un presente in continua evoluzione. La bravura tocca
tutti, nessuno escluso, ma Marco Simeoli è al timone del gruppo e ludicamente si avantaggia sugli altri attraverso
la sua napoletanità, muovendo i compagni ad esaltanti acrobazie verbali e azioni
catastroficamente divertenti.